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2022

 

6 MAGGIO | Certosa di Firenze | ore 21:00

Occasione da non perdere, quella che ci offre la Certosa di Firenze il 6 maggio alle ore 21.00. In collaborazione con la Rinnovata Accademia dei Generosi, sarà possibile ascoltare una delle più famose composizioni per quintetto mai composte: il “Quintetto Si minore per archi e clarinetto op. 115” di Johannes Brahms nell’esecuzione di Alessandro Casini (clarinetto), Ladislau Petru Horvath e Alice Parente (violino), Francesco Zecchi (viola) e Simone de Sena (violoncello).

Si tratta di una delle ultime composizioni di Brahms indissolubilmente legate alla figura di Richard von Mühlfeld, straordinario clarinettista. Accadde che il compositore, nel pieno di un periodo di pessimismo e di pausa creativa, ospite nel castello del duca Georg van Sachsen, conobbe Mühlfeld che ascoltò nell’esecuzione del “Quintetto K 581” di Mozart e nel primo concerto di Weber. Brahms fu folgorato, non solo dalle capacità tecniche del musicista ma anche dalle doti espressive del clarinetto. L’inattività del compositore si interruppe di lì a breve e nacquero il nostro Quintetto ed il Trio. Fu un successo immediato e unanime.

La composizione risente in pieno delle caratteristiche intimistiche e malinconiche delle ultime composizioni di Bramhs. Come ebbe a dire Marino Motta, “l’ombra fascinosa del Quintetto risiede nella sua componente lirica, cantabile e introspettiva del clarinetto”. Per rendersene conto basta lasciarsi coinvolgere dal motto introduttivo di un lirismo di sconvolgente delicatezza che non può non arrivare direttamente nel più intimo animo dell’ascoltatore. Tutta la composizione è pervasa da un’atmosfera nostalgica, intima e delicata.

Non ci dilunghiamo oltre nel tentativo di descrivere a parole il Quintetto; va ascoltato, preferibilmente dal vivo.

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11 GIUGNO 2022 | Certosa di Firenze | ore 21:00

"INCONTRI"

Il titolo della performance si riferisce a incontri che avverranno su più piani. Il primo è puramente espressivo, ovvero l’incontro e poi l’unione di diverse tradizioni musicali; quella colta occidentale con altre caratterizzate da un divario molto minore, o a volte assente, tra il filone che noi definiremmo popolare e quello che noi definiremmo colto.

Alcune partiture sono così intrecciate alle percussioni, nel tentativo di arricchirne il potenziale espressivo senza però manometterle e quindi, nell'intenzione dei musicisti, rispettandole.

Espressività che è stata qui organizzata su di uno sfondo comune piuttosto preciso. È lo spirito del dio Pan a unire i brani proposti, ed è con questo spirito che ci siamo immaginati un altro incontro.

Pan, il “Dio della Natura” greco. Esso ha molte caratteristiche, molte origini diverse e molti aspetti a seconda di quale tradizione si voglia considerare; quella greca, quella romana o quella neoplatonica ad esempio. Qui abbiamo tenuto presente soprattutto quella greca, di gran lunga la più complessa.

Giacinto Scelsi (1905-1988) | Pwyll

André Jolivet (1905-1974) | Incantation II

Claude Debussy (1862-1918) | ”La flute de Pan (Syrinx)”                      

Igor Stravinsky (1881-1971) | Tre pezzi per clarinetto solo

John Russo (1986) | Agbekor Suite                    

Oliver Messiaen (1908-1992) | Abime des oiseaux  

Giacinto Scelsi (1905-1988) | Ko-lho